Visita al Centro Storico di Palizzi
L’itinerario partirà dalla Ex Chiesa della Ternità con il suo Centro Visite per poi passare alla visita della Chiesa Protopapale di S. Anna, di età immediatamente post-bizantina con la sua cupola a lanterna. Successivamente si salirà al Castello svevo, il Palazzo De Blasio con i suoi palmenti per poi scendere verso il Ponte Schiccio e il vicino Vecchio Mulino. L’itinerario si concluderà con la visita ad un antico catoio e una degustazione enogastronomica alla Casa di Bacco.
Visita al Borgo di Pietrapennata e al Monastero dell’Alica
Nei pressi del piccolo Borgo di Pietrapennata si estende la Vallata dell’Alìca, dove ancora si ergono i resti di ciò che un tempo fu una chiesa, forse un monastero, in un ambiente aperto ma silenzioso, soave e severo al tempo stesso come richiede un luogo atto al raccoglimento. Posto al centro di una conca, presenta al visitatore, in primo piano, i muri della sacrestia, il campanile e nella parte rivolta a valle una serie di terrazzamenti.
Nel monastero, fino al 1887, era custodita una statua molto pregiata di finissimo marmo bianco, raffigurante la Madonna con bambino a mezzobusto, attribuita ad Antonello Gagini ed ora conservata nella Chiesa parrocchiale dello Spirito Santo a Pietrapennata. I dintorni del borgo ed in particolare i boschi di leccio hanno esercitato il loro fascino sul viaggiatore inglese Edward Lear. Per questo itinerario sono già disponibili tutte le informazioni necessarie. Occorre intervenire per garantire la necessaria pulizia e manutenzione.
Camminata (Sentiero dell’Inglese)
Dal Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli
“Il sistema di viaggio che io e il mio compagno adottammo, allorché questi diari furono scritti, era il più semplice ed anche il meno costoso: abbiamo, infatti compiuto l’intero viaggio a piedi (…). In Calabria, un asino per caricarvi quel pò di bagaglio che avevamo portato con noi, ed una guida (…). Poiché in quelle province non ci sono alberghi, se non sulla strada carrozzabile che corre lungo la costa occidentale, il viaggiatore deve sempre contare sull’ospitalità di qualche famiglia, in ogni città che visita”.
Sono parole di Edward Lear, paesaggista/viaggiatore inglese, tratte da “Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli” (Editori Riuniti, 1992). Nel 1847 questo originale camminatore percorse a piedi la Calabria in luoghi che lui definì esotici e dai cui paesaggi trasse spunto per realizzare numerose e preziose stampe.
Fu ospitato dalle famiglie dell’epoca che lo aiutarono a comprendere meglio la realtà economica, culturale e sociale locale. A testimonianza del suo viaggio, alcuni Comuni della Provincia di Reggio Calabria gli hanno dedicato numerosi monumenti e targhe.
Sulle orme di Edward Lear nella Calabria Greca
Oggi, a distanza di così tanti anni, l’esperienza del viaggiatore inglese viene riproposta in chiave moderna dalla Cooperativa Naturaliter. Traendo spunto dal suo racconto, già a metà degli anni ’90, è stata ideata una singolare proposta turistica basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo sentieri naturalistici, accompagnati da una o più guide locali e da asini al seguito per il trasporto dei bagagli.
Il pernottamento avviene nei Centri e nei Borghi in cui fu ospitato l’inglese in B&B e/o appartamenti arredati e muniti di servizi.
Si tratta di un trekking non estremo, per gruppi organizzati composti da minimo 6 a massimo 24 partecipanti. È rivolto a coloro che amano camminare e si trovano nelle condizioni fisiche adatte a sostenere, ogni giorno per una settimana, camminate da minimo 5 a massimo 7 ore.
Il trekking si attua da marzo a giugno e da fine agosto a ottobre. Si parte dalla Località Prastarà di Masella nel Comune di Montebello Jonico, dove è posta una stele dedicata ad Edward Lear, per terminare dopo 8 giorni dopo avere attraversato i Centri e i Borghi di Pentedattilo, Bagaladi, Amendolea, Gallicianò, Bova, Roghudi Vecchio nel Borgo di Palizzi Superiore. Un viaggio a piedi tra natura, storia e cultura della Calabria Greca.
Camminata dal Vecchio Mulino alle Rocche del Carmine
Il Vecchio Mulino, presso il Ponte Schiccio (ponte di età post-medievale), di proprietà comunale, costituito essenzialmente di un vano coperto da tetto ad unico spiovente delle dimensioni di 6,98 x 6,50 metri, è stato recentemente restaurato integralmente. Oltre al restauro è stato realizzato l’allaccio alla rete elettrica sono stati collocati due lampioni lungo il percorso che dal Ponte Schiccio porta al Mulino. Rimane da realizzare lo steccato ligneo lungo il viottolo di 60 metri di accesso al Mulino.
Il Vecchio Mulino, così ristrutturato, oltre che all’interesse intrinseco che ha per i visitatori (manufatto storico con macchinario ancora funzionante, valore paesaggistico) potrebbe assolvere ad una ulteriore funzione di Centro Escursionistico a servizio di un nuovo sentiero escursionistico “romeo” che si intende realizzare a partire dal Ponte Schiccio, lungo la passerella lignea lunga quasi 150 m, con area di sosta panoramica di fronte al Calvario. Il sentiero, dopo la passarella, all’altezza delle due case diroccate di Località Zingari, risale lungo una gola per circa 200 metri fino alla base degli speroni calcarei di Località Casetta, per poi proseguire per circa 150 metri lungo la ‘silicata’ ancora visibile proveniente dal Carmine che si conclude nei primi tornanti dell’attuale strada Carmine - Palizzi Superiore.
Arrampicata della Rocca del Carmine
in arrivo
Arrampicata della Rocca di Sant’Ippolito
Al momento una sola via è chiodata, ma divertentissima e con difficoltà variabili dal quarto ad oltre il sesto grado, che raggiunge la sommità della rocca e permette di godere un panorama stupendo. È chiaramente composta da un unico settore ma l’intento è di accerchiarla con piccoli monotiri da ogni lato dove sarà senz’altro facile trovare altri tiri con difficoltà parecchio più elevate.
In estate è molto scoperta per cui davvero calda, sconsigliata l’attività se non nelle ore serali poco prima del tramonto. La roccia è ottima, abbastanza rugosa, con le giuste prese e ben chiodata. Il contesto è molto tranquillo e silenzioso con ampi panorami.
Itinerari Enogastronomici
In arrivo
Tra terra e mare, nei vigneti di Capo Spartivento. Passeggiate nei vigneti più a sud della penisola italiana e degustazione di vini IGT Palizzi biologici
Capo Spartivento, tra terra e mare, in uno dei più suggestivi e incontaminati territori della Calabria Greca. I nostri vigneti respirano la calura della terra e la brezza del mare nell’area di produzione dell’IGT Palizzi, uno dei più rinomati vini rossi della viticoltura calabrese. Tutte le domeniche, da giugno al settembre, in uno dei più suggestivi e incontaminati territori della Calabria Greca. È possibile organizzare eventi dedicati per gruppi organizzati anche in altre date da concordare.
Vignaiolo per un giorno nei vigneti di Capo Spartivento. Vendemmia nei vigneti più a sud della penisola italiana e degustazione di vini IGT Palizzi biologici.
In arrivo
Visita i Centri e i Borghi della Calabria Greca
Montagne, colline, cascate nascoste e fiumare, e poi il silenzio di antichi borghi disabitati, di vecchie strade percorse ormai solo dalle greggi dei pastori dell’Aspromonte. E ancora il mare e i panorami mozzafiato, la cordialità e l’ospitalità tutte calabresi. Istantanee uniche che, per rimanere impresse nella memoria, non hanno bisogno di nessuno strumento particolare, se non dei più minuziosi in nostro possesso: gli occhi e il cuore.
L’Area Grecanica, una striscia di territorio di circa 500 kmq nella quale sorgono 14 comuni, è una culla di saperi unici, primo fra tutti l’antico idioma greco, tutt’oggi parlato dagli anziani dei paesi di Gallicianò, Bova, Condofuri e Roghudi. Lingua orale da secoli, negli ultimi anni ha raggiunto un interesse tale da essere riconsiderato, pubblicato in grammatiche e antologie e studiato dalle nuove generazioni.
Viaggiare nell’Area Grecanica significa viaggiare nella storia, nelle tradizioni, nelle architetture, nei sapori, nella cultura, nei suoni, nelle danze, nei paesaggi e nei colori che ne contraddistinguono da sempre l’identità. Significa “viaggiare” con tutti e cinque i sensi, ognuno dei quali verrà stimolato dalle caratteristiche uniche del territorio grecanico.
La vista. Il versante jonico dell’Aspromonte offre scenari ed escursioni per ogni genere di turista. Percorsi ripidi e di struggente bellezza per chi ama l’avventura, o più semplici per chi ha voglia di ammirare e godere della natura passeggiando. Gli amanti della fotografia e delle lunghe passeggiate su “passerelle naturali” avranno il loro red carpet.
L’olfatto. Ottobre e novembre sono i mesi nei quali si raccoglie il cosiddetto “oro verde”, il bergamotto. Il pregiato agrume che, grazie al microclima della zona, viene coltivato solo sulle coste joniche calabresi: è fondamentale nella profumeria, nella cosmesi e, oggi, anche nella farmacologia. Ogni sua parte, persino la buccia, trova uno specifico utilizzo. Il prodotto ideale per chi ama profumare di esclusività.
Il gusto. Una cucina contadina, fatta di ingredienti semplici e soltanto biologici. L’orto del piccolo agricoltore locale è la credenza dello chef: zippole, lestopitte, maccarruni, cudduraci, petrali accompagnati dal vino IGT di Palizzi e dai liquori al bergamotto sono le portate principali. Una vera festa per le vostre papille gustative.
L’udito. Zampogne, organetti, lira calabrese e l’immancabile tamburello in pelle di capra. La tarantella suonata dai “mastri del suono” è una vera e propria arte. E poi, strumenti costruiti da artigiani dalle mani sapienti, suoni identitari e danze liberatorie. Ed in estate il festival etnomusicale, Paleariza, premiato nel 2011 dal Ministero del Turismo con il marchio “Patrimonio d’Italia”: ogni anno, partecipano all’evento migliaia di appassionati. Suono e tradizione. Il fine giornata ideale dopo il trekking e un’ottima cena.
Il tatto. L’orto dell’agricoltore o l’allevamento del piccolo pastore locale, le officine per chi vuole conoscere e imparare. Il viaggiatore green e sostenibile è accompagnato alla scoperta dei mestieri, potrà raccogliere l’insalata che degusterà a cena o aiutare il pastore nella produzione del formaggio, dalla mungitura al prodotto finale. Ideale per chi ha voglia di sporcarsi le mani di gusto.
È un’antica radice, o riza, per usare il greco, come in questa parte di Calabria, quella che muove l’Area Grecanica, il senso di appartenenza a una terra ricca di risorse, che sta cercando di risollevarsi da anni di storture e politiche inadeguate.
La Cooperativa Sociale di Comunità In Palizzi promuove azioni per la valorizzazione dell’identità rurale, per il rilancio socio-economico, naturalistico e ambientale e per quello culturale del territorio di Palizzi, in collaborazione con le Istituzioni e i partner locali.
In particolare, la Cooperativa opera in stretta collaborazione con Pucambù, Agenzia per la Promozione del Turismo Rurale nella Calabria Greca, e Naturaliter, una Società Cooperativa turistica che organizza escursioni per gli amanti del trekking. L’obiettivo comune è portare l’Area Grecanica fuori dai suoi confini geografici, nel cuore di chi decide di viverla per qualche giorno e di chi, dopo averla visitata, ha voglia di ritornarci.